23/02/2012
Pensiero....
In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un’esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d’amore sulla Croce. Ma il “deserto” è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza.
Benedetto XVI Mercoledì, 22 febbraio 2012
10:15
Scritto da: rosacan
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22/02/2012
Il digiuno che piace al Signore....
Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro.
Digiuna dal dire parole che feriscono: riempiti di frasi che risanano.
Digiuna dall'essere scontento: riempiti di gratitudine.
Digiuna dalle arrabbiature: riempiti di pazienza.
Digiuna dal pessimismo: riempiti di speranza cristiana.
Digiuna dalle preoccupazioni inutili: riempiti di fiducia in Dio.
Digiuna dal lamentarti: riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.
Digiuna dalle pressioni e insistenze: riempiti di una preghiera incessante.
Digiuna dall'amarezza: riempiti di perdono.
Digiuna dal dare importanza a te stesso: riempiti di compassione per gli altri.
Digiuna dall'ansia per le tue cose: compromettiti nella diffusione del Regno.
Digiuna dallo scoraggiamento: riempiti di entusiasmo nella fede.
Digiuna da tutto ciò che ti separa da Gesù: riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina.
Spirito Santo, che hai condotto Gesù nel deserto, dove Egli ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, per l'intercessione di Maria Santissima Madre di Gesù e Madre mia, aiutaci a digiunare così come tu vuoi. Amen.
Dalla pagina facebook:Una Preghiera alla Regina della Pace di Medjugorje
05/02/2012
Meditazione del 05.02.12
I lettura: dal libro di Giobbe (7,1-4.6-7)
Nelle parole di Giobbe scorgiamo anche la nostra reazione di fronte alla fragilità della vita. Ma in tutto questo Giobbe insegna a non perdere la fiducia in Dio (preso dal foglietto della messa)
II lettura: dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9, 16-19.22-23)
San Paolo stima come suo dovere la predicazione del Vangelo. Desidera perciò farsi tutto a tutti, per guadagnare a Cristo il maggior numero di fedeli. (preso dal foglietto della messa)
Vangelo: dal Van gelo secondo Marco (1, 29-39)
Gesù guarisce la suocera di Pietro dalla febbre e molti altri malati e indemoniati. Trova spazio per la preghiera e poi riprende la prediazione, scopo della sua venuta. (preso dal foglietto della messa)
Questa sera, prima della messa, mi ha colpito il seguente passaggio della II lettura:
Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch'io.
Bellissime parole! E io cosa faccio per diventarne parte, perché VOGLIO DIVENTARNE PARTE. E' difficile spiegare la sensazione che ha scatenato in me la parola "partecipare", il cui significato è molto intenso, quasi non si riesce a percepirne la portata.
Eppure ho capito che, oggi come oggi, non mi basta più vivere secondo i valori cristiani insegnatici da Gesù, essere d'esempio per le persone che incontro nella mia vita, affidarmi completamente alla provvidenza del Signore. Non perché io riesca perfettamente in tutto questo. Anzi, proprio stasera mi sono resa conto di quanto vacillo ancora, di quanto spesso s'interrompe la mia costanza e riesco a spostare in secondo piano l'importanza della spiritualità nella mia vita. Ma riuscire a PARTECIPARE... bellissimo! Quanto impegno ci dovrò ancora mettere? Ma la meta è molto allettante...
19:59
Scritto da: rosacan
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