18/07/2011
incontro del 14.7.2011
I lettura: dal libro della Sapienza (12, 13.16-19)
II lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 26-27)
Dal Vangelo secondo Matteo (13, 24-43)
Anche questa volta è Gesù stesso a spiegare la parabola della zizzania: esiste il male e il bene. Ma non bisogna guardare solo questo passo del vangelo, ma anche la parabola del granello di senape, oppure quella del lievito. Il regno dei cieli inizia dal piccolo, da ognuno di noi. Se lasci entrare Dio nel tuo cuore e metti in pratica la parola nella tua vita quotidiana, nella tua storia personale, gli effetti positivi arriveranno e si moltiplicheranno.
Personalmente mi ha di nuovo colpito la seconda lettura. Quante volte non riuscivo a pregare bene il Signore; quante volte non sapevo cosa chiedere...... Se ci affidiamo allo Spirito Santo - e in particolare nei momenti più bui della nostra vita - sarà Lui a intercedere per noi. Sono io per prima che proprio quando dovrei pregare di più, quando mi faccio prendere dallo sconforto "dimentico" di rivolgermi al Signore, e soprattutto allo Spirito Santo. Questa lettura mi ha richiamato in mente questo seme particolare e spero di averlo piantato fermamente nel mio cuore adesso.
21:30
Scritto da: rosacan
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| Tag: parabola, granello di senape, lievito, zizzania, sprito santo | OKNOtizie |
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08/07/2011
Incontro del 07.07.2011
I lettura: dal libro del profeta Isaìa (55, 10-11)
II lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 18-23)
Dal Vangelo secondo Matteo (13.1 - 23)
Mi hanno colpito i versetti 19-21 del Vangelo, perché ho paura che "il Maligno rubi ciò che è stato seminato nel mio cuore". La paura nasce dal fatto che sto facendo questo cammino spirituale da un bel pò di tempo, penso di fare piccoli passi in avanti nella mia fede in Gesù e poi, alla prima difficoltà, la mia prima reazione non è quella di affidarmi completamente a Lui, ma di voler risolvere tutto da sola, come al solito. Cioè, si potrebbe dire che sono come il terreno sassoso che "accoglie subito con gioia la parola, ma non ha in sé radici ed è costante, sicché, appena giunge una tribolazione o una ersecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno". Vorei tanto superare queste mie fragilità e prego il Signore di avere ancora pazienza con me, sono un pò lenta. :)
Durante lo scambio di pensieri ed emozioni è poi venuto fuori che tutti quanti abbiamo dei dubbi e ognuno di noi reagisce in modo diverso, sia alle avversità che al seme che abbiamo ricevuto con il battesimo. Per questo il Vangelo ci dice "colui che ascolta la Parola e la comprende dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno". Una piccola consolazione. L'importane è rendersi conto della propria debolezza e lavorare su di sè, anche con la preghiera. In questo modo forse ci avvicineremo alla santità, alla quale tutti siamo chiamati.
Se poi consideriamo anche il passaggio della prima lettura, nel quale si afferma che "così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cuil'ho mandata". Allora: cosa aspetto ad abbandonarmi totalmente a Dio?
09:09
Scritto da: rosacan
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