09/09/2011
Incontro dell'8.09.2011
I lettura: dal libro del Siràcide (27,30-28, 1-7)
II lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (14, 7-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35)
"Il rancore e l'ira sono un abomìnio, il peccatore li possiede. Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati...[...]"
La prima lettura inizia con queste parole, secondo me, durissime. Incutono timore. Chi di noi non porta mai rancore o non si fa prendere dall'ira? E allora, che facciamo? Quello che ho capito ieri sera è che dobbiamo "elaborare" gli eventi della vita, il comportamento delle persone nei nostri confronti e non rifugiarci o magari chiuderci nei sopraccitati sentimenti.
E' importante tenere presente che anche l'altro è una persona con i suoi limiti e che tutti possiamo sbagliare. E qui ci possiamo riallacciare al Vangelo della settimana scorsa: se qualcuno sbaglia, correggilo. Quindi il cristiano è chiamato sempre a stare in prima linea: andare incontro all'altro, sia cercando di rimetterlo "sulla retta via" che di perdonarlo, se ce lo chiede.
Questo non è facile. Ma come è stato detto ieri, dobbiamo avere il coraggio di farci proprio questo tipo di atteggiamento e stile di vita. Ma non soltanto per timore di Dio, ma perché Lui ci ha perdonati per primi. Quindi, se noi abbiamo ricevuto il suo perdono, perché non dovremmo perdonare noi?
Scrivi un commento