16/09/2011

Incontro del 15.09.2011

I lettura: dal libro del profeta Isaìa (55, 6-9)

II lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (1, 20c-24.27a)

Dal Vangelo secondo Matteo (20, 1-16)

 

La parabola del Vangelo ci illustra chiarissimo quanto l'uomo sia egoista nell'attribuire a Dio i comportamenti che appartengono all'uomo. Ma questo non è possibile, Dio non ragiona come l'uomo e l'uomo non può adattarlo secondo la propria immagine che ha di Dio. Il messeggio principale è

1. accogliere Dio (la chiamata)

2. lavorare per lui (insieme agli altri svolgendo il proprio compito)

3. ottenere la giusta ricompensa (Dio stesso).

Quindi, far entrare Dio nella nostra vita e svolgere il compito/lavoro assegnatoci. E questo è proprio il nostro punto debole: come riusciamo a capire il disegno di Dio per noi? E, soprattutto, come possiamo evitare di cercare di "piegare" Dio alle nostre esigenze?

Ogni nostra esperienza va elaborata, meditata. Con la lettura e la conoscenza del Vangelo possiamo tentare di capire il mistero della fede e come esso opera in noi. E' un pò complicato, ma l'importante è leggere e cercare di capire il Vangelo. Mi ricordo che anche Beato Papa Giovanni Paolo II diceva che bisogna "tornare a Gesù". Non basta essere devoti a questo o quel santo. Bisogna credere in Gesù, nostro Signore, figlio di Dio. E soprattutto VIVERE la fede.

Vivere la fede e capire che Dio segue altre vie e che ha altre misure. Infatti come si legge nella prima lettura: "[...] Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. [...] Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri."

Scrivi un commento