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<title>Lectio Divina</title>
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<subtitle>Meditazioni personali sul Vangelo</subtitle>
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<title>Conosco la sua voce</title>
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<updated>2012-05-02T10:06:01+02:00</updated>
<published>2012-05-02T10:03:00+02:00</published>
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<summary>  Riporto le letture del 30 aprile e la meditazione presa da...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Riporto le letture del 30 aprile e la meditazione presa da &quot;messameditazione&quot;, p. 305/306, perchè quest'ultima mi ha colpito e allo stesso tempo fornito delle risposte concrete alla domanda che mi pongo nella vita quotidiana: come faccio a riconoscere la voce di Gesù? come faccio a capire qual è la Sua volontà per me?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I lettura&lt;/strong&gt;: Dagli atti degli Aostoi, At 11, 1-18&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vangelo&lt;/strong&gt;: dal Vangelo secondo Giovanni, Gv 10, 1-10&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;address&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;[...] Una risposta a queste domande ci è offerta da sant'Ignazio di Loyola nelle sue regole di discernimento. Fondamentalmente, le due voci si distinguono, perché quella del nemico suscita pensieri ed emozioni che ci chiudono in noi stessi e ci gettano nella disperazione, mentre quella di Dio fa nascere pensieri ed emozioni che ci aprono a lui e agli altri, donandoci speranza e consolazione. &lt;/span&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Per farci comprendere come il nemico entra nel nostro recinto, Ignazio usa diverse immagini, in particolare quella del capitano comandante di un esercito che attacca il castello &quot;dalla parte più debole, così il nemico della natura umana ... ci attacca e cerca di prenderci dove ci trova più deboli&quot; (esercizi spirituali, 327). &lt;/span&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Nel momento in cui ci accorgiamo che stiamo seguendo la voce sbagiata,&lt;strong&gt; possiamo fermarci e chiederci che cosa ha provocato i pensieri e le emozioni che ci hanno chiuso in noi stessi e nella disperazione&lt;/strong&gt;: in questo modo impareremo a conoscere i nostri punti deboli e a custodireli, perché il nemico non ci vinca. &lt;/span&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Il nemico, infine, vuole rubarci i doni del Signore, in particolare la certezza che siamo i figli che egli ama gratuitamente, ci vuole privare della vita piena e abbondante che nasce dalla relazione con Gesù, lasciandoci in cambio sensi di colpa, tristezza, turbamenti e che rendono instabile la nostra relazione con Dio, portandoci a dubitare del suo amore per noi.&lt;/span&gt;&lt;/address&gt;
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<title>dal blog di Roberto Graziotto</title>
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<updated>2012-04-14T22:10:50+02:00</updated>
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<summary>   PER ME VIVERE É CRISTO.    Ora, tutte le azioni esprimono quello che...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;PER ME VIVERE É CRISTO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ora, tutte le azioni esprimono quello che siamo. Perciò, questo è il motivo, il movente, il criterio, e questo è l'annuncio, il messaggio di ogni nostra azione: ciò che lui è per noi, non perché siamo capaci di fare qualche cosa da soli, come diceva san Paolo, non per le opere di giustizia che noi facciamo, ma per la misericordia con cui ci ha trattati. Per questo noi valiamo e questo è il nostro compito nel mondo: siamo stati scelti a portare questa misericordia; non innanzitutto come parola, se non come espressione della coscienza che abbiamo di noi stessi. Testimoniamo questa misericordia nella misura in cui portiamo coscienza che la nostra sostanza è lui (&quot;omnia in ipso constant&quot;, dice san Paolo). Pensiamo al primo capitolo del Vangelo di Giovanni. La sostanza di tutte le cose è Lui; ma noi siamo coloro, tra gli uomini, che sono stati scelti a capire queste cose definitive già da ora, nel tempo; siamo stati fatti parte del suo mistero, perciò questa realtà definitiva delle cose a noi è già nota. Ed è questo il compito: che portiamo questa notizia agli altri: &quot;Andate per tutto il mondo e predicate questo evangelo, questo annuncio a tutte le creature&quot;.&lt;br /&gt; Allora, tutti gli spunti attraverso cui Dio ci sollecita, tutti i rapporti in cui Dio ci impegna, altro non sono che i sentieri di Dio per questo nostro annuncio. È esattamente questo il concetto di &quot;povertà&quot;, che costituisce il sentimento proprio e fondamentale del cristiano.&lt;br /&gt; Là dove la persona è cristiana, cioè vive con la coscienza che la sua consistenza è un Altro (un Altro in essa: &quot;Il mio vivere è Cristo&quot;), con la coscienza che la sua consistenza, la consistenza dell'avvenimento del suo esistere, è l'esistere in essa di un altro, è l'avvenimento di Cristo che le si comunica attraverso il lungo mistero suo nel mondo, attraverso il mistero della Chiesa, corpo mistico di Cristo, il sentimento che domina la vita è la povertà. Là dove una persona vive questa coscienza, vive se stessa con questa autocoscienza - il contenuto della nostra autocoscienza è il suo mistero in noi: &quot;Per me vivere è Cristo&quot;; tanto è vero che il nostro nome più profondo non è il nostro nome e cognome, ma il suo: &quot;cristiano&quot; -, allora il sentimento della vita, il sentimento che determina l'atteggiamento della vita, la moralità (perché &quot;moralità&quot; vuol dire: atteggiamento da cui si genera l'azione, da cui nasce l'azione, che determina l'azione), l'atteggiamento fondamentale è la povertà.&lt;br /&gt; Questa povertà è definita in un modo mirabile ed esistenziale da san Paolo, nella Seconda Lettera ai Corinti, capitoli 5 e 6. &quot;Tutto questo viene da Dio... Vi esortiamo altresì a non ricevere invano la grazia di Dio&quot;. Cos'è questa grazia? È l'avvenimento di Cristo, &quot;egli infatti dice: al momento favorevole ti ho esaudito, nel giorno della salvezza ti ho soccorso; ecco ora è il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza&quot;. Ma c'è un altro pezzo di san Paolo, della Prima Lettera ai Corinti, al capitolo 7, in cui questa povertà è definita in modo ancora più chiaro: &quot;Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero…&quot;. Questo &quot;come se&quot; è veramente la formula della povertà cristiana. Il brano della Seconda Lettera ai Corinti è come il riflesso psicologico del brano della Prima, che descrive invece l'atteggiamento morale. Anzi, esso indica il livello ontologico di cui quello che abbiamo letto prima è il riverbero psicologico. Il primo brano indica la libertà, la sicurezza libera, la gioia, la pace (la vera parola è &quot;pace&quot;, la parola che ha usato Cristo) con cui vive il cristiano. Questo secondo, invece, indica il distacco, la povertà, nella sua origine. Tendendo l'occhio al termine della nostra fede, a Cristo, a Cristo che ritorna, è come se scivolasse via tutto quello che uno fa, perché tutto quello che uno fa è un passo solo verso Cristo che ritorna. Siamo - questa è la povertà dell'uomo cristiano - come tesi fra una grazia che ci origina, nel senso letterale della parola, che ci fa nascere (vedi Nicodemo), che ci dà un essere nuovo, e la manifestazione di questo essere nuovo che già siamo. Questo è la nostra esistenza. Il nostro essere è l'alleanza di Dio con noi, non più nell'ombra che meravigliava in modo così affascinante Abramo, ma nella realtà definitiva di Cristo risorto: &quot;Tutto quello che io sono ve l'ho dato&quot;; nella realtà definitiva di Cristo risorto siamo già figli di Dio: anche se non appare ancora quello che siamo (Gv 1, 12).&lt;br /&gt; &quot;Fratelli, già siamo stati fatti salvi, siamo già salvi nella speranza&quot;. E la speranza è per l'emergere, il manifestarsi di quello che già abbiamo. Per san Giovanni l'attesa del cristiano non è rivolta a beni che verranno, ma al manifestarsi di un bene di cui è già possidente, perché, avendoci dato Cristo suo figlio, che cosa, con Lui, il Padre non ci ha già dato? Per questo il cristiano non è più giudicato da nessuno, non teme il giudizio: &quot;Nessuno più ci può condannare, nessuno più può giudicarci&quot; (Cfr. Rm 8, 31-33).&lt;br /&gt; Dunque, la nostra vita è tesa fra questa grazia che ci dà di essere nuovi, che ci dà un'ontologia nuova (partecipazione a Cristo, a Cristo risorto: siamo con-risorti con lui, come dice san Paolo); fra questa alleanza definitiva, la nuova ed eterna alleanza, e la realtà di questo nuovo essere che ci viene dato dall'alleanza di Cristo, di Dio con noi, attraverso Cristo. Da questo nuovo essere che ci dà l'alleanza, si sprigiona allora un atteggiamento solo, che è quell'attesa che si manifesti quello che siamo. Tutta la nostra esistenza, come tutta la storia, è l'attesa del manifestarsi di quello che già siamo. La storia è l'attesa che si manifesti Cristo risorto, che già è; la definitività già è presente nella terra della storia, e la nostra esistenza è tutta protesa a che si manifesti quello che già siamo.&lt;br /&gt; Allora, tesi fra questi due poli, la nostra vita è veramente povera, perché la sua speranza non è in nulla di quello che fa e il giudizio di valore non è poggiato su nulla di quello che fa: il nostro giudizio di valore, la nostra speranza è poggiata solo su quello che Dio ha fatto in noi, sull'alleanza che ci ha data; la speranza è sul manifestarsi di questa alleanza.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(Appunti da una conversazione di Luigi Giussani nella casa di Noviziato delle Piccole Sorelle dell'Assunzione, divenute nel 1993 Suore di carità dell'Assunzione Roma, 10 marzo 1970)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Pensiero....</title>
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<summary>  In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;hasCaption&quot; style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un’esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d’amore sulla Croce. Ma il “deserto” è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Benedetto XVI Mercoledì, 22 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Il digiuno che piace al Signore....</title>
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<summary>   Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro.    ...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dal dire parole che feriscono: riempiti di frasi che risanano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dall'essere scontento: riempiti di gratitudine. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dalle arrabbiature: riempiti di pazienza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dal pessimismo: riempiti di speranza cristiana. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dalle preoccupazioni inutili: riempiti di fiducia in Dio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dal lamentarti: riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dalle pressioni e insistenze: riempiti di una preghiera incessante. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dall'amarezza: riempiti di perdono. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dal dare importanza a te stesso: riempiti di compassione per gli altri. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dall'ansia per le tue cose: compromettiti nella diffusione del Regno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Digiuna dallo scoraggiamento: riempiti di entusiasmo nella fede. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;strong&gt;Digiuna da tutto ciò che ti separa da Gesù: riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Spirito Santo, che hai condotto Gesù nel deserto, dove Egli ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, per l'intercessione di Maria Santissima Madre di Gesù e Madre mia, aiutaci a digiunare così come tu vuoi. Amen.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;caption&quot; style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Dalla pagina facebook:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/unapreghieraallareginadellapacedimedjugorje&quot; data-hovercard=&quot;/ajax/hovercard/page.php?id=129592867072076&quot;&gt;Una Preghiera alla Regina della Pace di Medjugorje&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Meditazione del 05.02.12</title>
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<published>2012-02-05T19:59:00+01:00</published>
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<summary>   I lettura : dal libro di Giobbe (7,1-4.6-7)      Nelle parole di Giobbe...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I lettura&lt;/strong&gt;: dal libro di Giobbe (7,1-4.6-7)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Nelle parole di Giobbe scorgiamo anche la nostra reazione di fronte alla fragilità della vita. Ma in tutto questo Giobbe insegna a non perdere la fiducia in Dio (preso dal foglietto della messa)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;II lettura&lt;/strong&gt;: dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9, 16-19.22-23)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;S&lt;em&gt;an Paolo stima come suo dovere la predicazione del Vangelo. Desidera perciò farsi tutto a tutti, per guadagnare a Cristo il maggior numero di fedeli. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;(preso dal foglietto della messa)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vangelo&lt;/strong&gt;: dal Van gelo secondo Marco (1, 29-39)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Gesù guarisce la suocera di Pietro dalla febbre e molti altri malati e indemoniati. Trova spazio per la preghiera e poi riprende la prediazione, scopo della sua venuta. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;(preso dal foglietto della messa)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Questa sera, prima della messa, mi ha colpito il seguente passaggio della II lettura: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium; color: #ff0000;&quot;&gt;Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch'io.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Bellissime parole! E io cosa faccio per diventarne parte, perché VOGLIO DIVENTARNE PARTE. E' difficile spiegare la sensazione che ha scatenato in me la parola &quot;partecipare&quot;, il cui significato è molto intenso, quasi non si riesce a percepirne la portata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Eppure ho capito che, oggi come oggi, non mi basta più vivere secondo i valori cristiani insegnatici da Gesù, essere d'esempio per le persone che incontro nella mia vita, affidarmi completamente alla provvidenza del Signore. Non perché io riesca perfettamente in tutto questo. Anzi, proprio stasera mi sono resa conto di quanto vacillo ancora, di quanto spesso s'interrompe la mia costanza e riesco a spostare in secondo piano l'importanza della spiritualità nella mia vita. Ma riuscire a PARTECIPARE... bellissimo! Quanto impegno ci dovrò ancora mettere? Ma la meta è molto allettante...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Preghiera per momenti in cui ci sentiamo tristi e stanchi</title>
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<summary>   Le due grazie che il Signore dona sono: la tristezza e la stanchezza.   ...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt; Le due grazie che il Signore dona sono: la tristezza e la stanchezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;La tristezza perché mi obbliga alla memoria e la stanchezza perché mi obbliga alle ragioni per cui faccio le cose. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Fà, o Dio che una positività tot&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;ale guidi il mio animo, in qualsiasi condizione mi trovi, qualunque rimorso abbia, qualunque ingiustizia senta pesare su di me, qualunque oscurità mi circondi, qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga, perché Tu, che hai fatto tutti gli esseri, sei per il bene. Tu sei l'ipotesi positiva su tutto ciò che io vivo.&amp;nbsp;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;em&gt;Luigi Giussani&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Incontro del 29.09.2011</title>
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<published>2011-10-02T18:55:41+02:00</published>
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<summary>   I lettura : dal libro del profeta Isaìa (5, 1-7)     II lettura : dalla...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I lettura&lt;/strong&gt;: dal libro del profeta Isaìa (5, 1-7)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;II lettura&lt;/strong&gt;: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (4, 6-9)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dal Vangelo secondo Matteo&lt;/strong&gt; (21, 33-43)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Mi ha colpito il passaggio iniziale della seconda lettura: &lt;strong&gt;Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circonstanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù&lt;/strong&gt; [...]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Quante volte mi dimentico di affidarmi completamente a Dio? Di voler fare tutto da sola? Ci devo sbattere sempre il muso e ogni volta ricordarmi!!! Come ho detto durante l'incontro: prego il Signore di avere pazienza con me&lt;/span&gt;!&lt;/p&gt;
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