04/03/2011

Incontro del 03.03.2011

I lettura: dal libro del Deuteronòmio (11,18.26-28.32)

II lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (3, 21-25a.28)

Vangelo: dal Vangelo secondo Matteo (27,21-27)


Quasi tutti gli interventi durante questo incontro hanno avuto un filo conduttore: non è sufficiente seguire tradizioni cristiane (p.es. pregare, recitare il rosario, andare a messa la domenica), ma bisogna avere la fede vera. La fede in Dio dev'essere radicata nel nostro cuore. Solo così riusciamo ad essere coerenti con l'insegnamento di Gesù e mettere in pratica i valori della nostra fede nella nostra vita quotidiana.

Questo significa anche avere il coraggio di prendere delle decisioni secondo fede e non secondo l'opinione comune su cosa conviene e cosa no;

significa vivere fino in fondo i propri valori (p. es. l'onesta nel lavoro e nel commercio);

significa avere il coraggio di prendere delle decisioni e assumersene le consequenze;

significa essere d'esempio per le persone che ci circondano. Ciò vale soprattutto per genitori ed educatori.

Per ulteriore approfondimento, potete ascoltare e scaricare il Vangelo del 6 marzo 2011 e il relativo commento di Don Tonino direttamente dal sito della parocchia del Beato Nunzio Sulprizio a Pescara.

25/02/2011

Incontro del 24.02.2011

I lettura: dal libro del profeta Isaia  Is 49,14-15

II lettura: dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi  1Cor 4,1-5

Vangelo: dal Vangelo secondo Matteo  Mt 6,24-34


Questa volta mi hanno colpite più frasi da tutte e tre le letture.

[...] io invece non ti dimenticherò mai [...]

Dio non ci abbandona, anzi "non ci dimenticherà mai". Questa frase mi ha quasi fatto piangere


[...] anzi, io non giudico neppure me stesso [...]

Magari fossi io capace a questo. E invece sono io il giudice più duro con me stessa. Questo non va bene


[...] Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. [...]

Non mi devo vergognare se desidero anche cose materiali. Devo soltanto imparare ad avere il giusto rapproto con esse.


Mai come questa sera, le parole della bibbia mi hanno dato conforto. Conforto in un periodo di bisogno. In quest'ultimo periodo mi trovo in una situazione difficile: incertezze sul lavoro, nella vita privata, preoccupazioni varie. Nel profondo del mio cuore desidero seguire Gesù e sto lavorando tantissimo ad assumere un certo distacco dalle cose materiali. Poi, però, regolarmente mi vengono i dubbi, aumenta l'insicurezza.

E allora ho pregato Gesù di indicarmi la via giusta, di aiutarmi a raggiungere l'atteggiamento giusto, di aumentare la mia fede in lui e di aiutarmi ad affidarmi completamente a lui. Ci sono stati alcuni momenti in cui ho percepito che mi sono lasciata andare completamente a lui, come per esempio ieri sera. E allora una piacevole sensazione mi ha pervasa. Mi sono sentita al sicuro. Quindi questa è la strada giusta. E' solo difficile percorrerla con costanza.

18/02/2011

Incontro del 17.02.11

I lettura: dal libro del Levìtico    Lv 19,1-2.17-18

II lettura:  dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi  1Cor 3,16-23

Vangelo: dal Vangelo secondo Matteo  Mt 5,38-48


Chi non ha meditato su queste parole: [...] se uno vi dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu progigli anche l'altra [...] ?

Che significano per me?

In una logica prettamente umana ci si chiede: ma come posso fare questo? Se faccio così mi sfuttano, mi deridono. Dove andrò a finire? Mi devo difendere! Mi devo far valere!

Ebbene, ieri sera ho capito per la prima volta il vero significato: porgere l'altra guancia non è un segno di debolezza o di rassegnazione. Porgere l'altra guancia significa interrompere la spirale della violenza, dell'ingiustizia. In qualsiasi campo della vita.

Porgendo l'altra guancia, che poi si può tradurre in molti modi diversi - per esempio non farsi prendere dall'ira e reagire con la stessa violenza con cui si è stati colpiti, oppure non nutrire il pensiero di vendetta, non litigare, vivere con coerenza ai propri valori - si fa capire all'"avversario" che c'è qualcosa che non va, che bisogna riflettere e cercare di trovare una soluzione. Questo gesto può sembrare un segno di debolezza, ma non lo è. In fondo sta qui la forza: cambiare le cose con la mitezza, l'intelligenza, la sensibilità verso l'altro.

Questo non è affatto facile, ci vuole discernimento, autocontrollo, esperienza e sapienza. Quindi, se si riesce a "porgere l'altra guancia" - se proprio vogliamo ragionare in termini di vincitori - si vince. Si è più forti, nonostante le apparenze. Non solo si vince come persona, ma vince anche il bene sul male, l'amore sull'odio.

Per approfondire questo brano del Vangelo, potete ascoltare il commento di Don Tonino Di Tommaso in podcasting, cliccando QUI.